messaggio 9

Cosa intende l’Apostolo Paolo per giustificazione alla luce della rivelazione in Cristo.

Spesso si cade nell’errore che la giustizia di Dio sia un meccanismo crudele senza amore o come una ghigliottina che taglia la testa a chi commette la trasgressione. La volontà di DIO si basa sulla totalità degli eventi. DIO non guarda alle apparenze, conosce i segreti del cuore e agisce in modo diverso da ciò che noi riteniamo giusto, LUI ha il quadro completo degli eventi, noi no. Giustificati dunque per fede abbiamo pace con DIO per mezzo di Gesù Cristo. Un persecutore della chiesa come Paolo, poteva affermare che i suoi peccati in Cristo sono stati cancellati e sempre in Cristo aveva pace con DIO. Immaginando che fossimo noi i credenti  che per mezzo di Paolo furono perseguitati, nel sentirlo parlare di DIO non ci sentiremmo delusi per non aver avuto giustizia? O per meglio dire vendetta. lnfatti il nostro modo di aver giustizia è legato alle realtà fisiche, legate al comportamento tra uomini. In Cristo la nostra giustificazione si manifesta con la fede in Lui e questa fede, sincera, ci fa avere pace nel cuore perchè abbiamo la consapevolezza che DIO ci conosce pienamente e sa che il nostro ravvedimento è reale. Per amore ci ha donato una nuova vita, e questa vita sta nel camminare come LUI, seguendolo con devozione e con la consapevolezza che non meritiamo nulla. Dio conosce il cuore di chiunque, indifferentemente se si parla di una persona che nella sua vita ha commesso tantissimi errori o di una che semplicemente ha vissuto una vita “normale”. Ma se con il loro cuore si ravvedono Egli  cambierà la loro vita. La Giustificazione mostra una giustizia completa soltanto in Cristo, per Cristo e attraverso Cristo. Non più noi che viviamo ma Cristo vivente attraverso noi. Daremo così la libertà a un carcerato che si ravvede? le leggi terrene sono istituite per determinare una condizione di pace tra gli individui che le rispettano. La dove il trasgressore viene colto nell’errore verrà giudicato e condannato per avere trasgredito a quelle regole. Se il reato prevede la prigionia per pagare all’errore commesso la sua condizione dinanzi a Dio non cambia se non si ravvede della sua trasgressione. Il perdono avviene solo con il pentimento dalle proprie azioni. Anche se trascorrerà tutta la sua vita in prigione per soddisfare la condanna terrena, in Cristo sarà perdonato dai suoi peccati solo con il ravvedimento. Attraverso il quale avrà la libertà di avere comunione con Dio sentendo la sua presenza ricevendo i suoi doni spirituali, senza alcun limite. Tutto in misura della sua fede. D’altro canto anche se non ricevesse il perdono dagli uomini a causa dell’elevata gravità dell’errore, ricordiamoci che Dio ha l’ultima parola, e a lui daremo conto delle nostre azioni. voglio che si comprenda bene il concetto che Dio dona la sua benedizione a chiunque si affida a Lui. Che sia in una situazione di libertà o in una di prigionia, la potenza di Dio non ha limiti di azione. A DIO NOSTRO SIGNORE SIA LA GLORIA E TUTTO IL NOSTRO AMORE …